Copyright online, al via la riforma UE

Approvate dalla Commissione Giuridica del Parlamento europeo alcune modifiche alla direttiva sul mercato unico digitale proposta nel 2016 dalla Commissione europea.

La riforma Ue sul copyright nel mercato unico digitale è iniziata. Lo scorso 20 giugno, infatti, la Commissione giuridica del Parlamento europeo ha espresso parere favorevole agli artt. 11 e 13 della direttiva sul copyright online.

L’art. 11 (“Protezione delle pubblicazioni di carattere giornalistico in caso di utilizzo digitale”), prevede l’introduzione di una link tax, ossia una tassa sui link. Gli editori potrebbero così  farsi pagare i diritti per la semplice pubblicazione di un link a un loro articolo, laddove il link stesso incorpori un estratto o un riassunto del contenuto.

L’approccio della Commissione Giuridica ricalca quello di Spagna e Germania. In questi Paesi, gli aggregatori di notizie e i social network sono tenuti a pagare una tassa agli editori per l’inserimento di un determinato contenuto nei meccanismi di indicizzazione dei contenuti online.

L’art. 13 (“Utilizzo di contenuti protetti da parte di prestatori di servizi della società dell’informazione che memorizzano e danno accesso a grandi quantità di opere e altro materiali caricato dagli utenti”) riguarda più da vicino gli utenti. Le piattaforme di largo utilizzo dovrebbero installare dei filtri che impediscano ai navigatori di caricare contenuti multimediali protetti da diritto d’autore.

Il prossimo 5 luglio la proposta passerà al voto di Eurocamera  e, in caso di esito favorevole, per le negoziazioni in Consiglio.

La riforma Ue sul copyright online è stata accolta positivamente soprattutto dagli editori, soddisfatti da una legge che riconosce “l’utilità di Internet e dei suoi contenuti”. Di parere contrario i gruppi di lobbisti delle aziende tech e gli attivisti per il free internet, la Rete libera che sarebbe ora sotto la minaccia dei “filtri” imposti dalla direttiva.

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