Ai musicisti va solo il 12% dei guadagni dell'industria musicale

Ai musicisti va solo il 12% dei guadagni dell’industria musicale

I musicisti negli Stati Uniti, nel corso del 2017, hanno ricevuto solo il 12% degli introiti generati dal mercato discografico. Tale dato, tuttavia, rappresenta un miglioramento rispetto al 7% del 2000.

Uno studio condotto da Citigroup mostra la redistribuzione degli introiti generati dall’industria discografica statunitense nel corso del 2017.

I dati raccolti mostrano che lo scorso anno i guadagni dell’industria musicale sono aumentati, raggiungendo numeri paragonabili a quelli del 2006. In particolare, è cresciuta la spesa per i biglietti dei concerti e quella per gli abbonamenti di musica in streaming.

Tuttavia, a fronte dei 43 miliardi di dollari incassati nel 2017, soltanto il 12% è andato ai musicisti. Questo perchè, secondo lo studio di Citigroup, la maggior parte dei ricavi sarebbe distribuito tra etichette discografiche, radio, produttori e piattaforme di streaming.

Rispetto al 2000, però, gli introiti degli artisti sono cresciuti del 5% soprattutto grazie all’incremento dell’attività live. Con l’ascesa di internet e il calo delle vendite “fisiche”, infatti, le entrate degli artisti – in termini assoluti – sono state quasi stagnanti tra il 2000 e il 2009. Grazie però all’aumento della spesa per la musica dal vivo e per gli abbonamenti di musica in streaming, le entrate dei musicisti sono in ripresa, ma resta tuttavia una grande disparità nella redistribuzione dei guadagni generati dal mercato discografico.

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